Press-IN anno VIII / n. 119

Il Resto del Carlino del 17-01-2016

L’autismo visto “da dentro”

MODENA. Si calcola che a un bambino su cento venga diagnosticato ‘un disturbo dello spettro autistico’. Il disturbo autistico comprende varie compromissioni di particolari aree di sviluppo: comunicazione, interazione sociale e comportamento. D. è un bambino modenese autistico, non parla, non ha mai parlato. E’ seguito dalla psicologa e psicoterapeuta Antonella Riccò e dalla logopedista Glenda Gnudi. Tutte le terapie intraprese non hanno mai scalfito il muro del suo ostinato silenzio. Improvvisamente, a sette anni, il bambino comincia a scrivere. Prima le lettere, poi le parole quindi le frasi, attraverso le quali due ricercatrici si rendono conto che esse formano un pensiero profondo e articolato. Vengono in mente le scene del film “Codice Mercury” con Bruce Willis e Miko Hughes nella parte di Symon Lynch, il ragazzino autistico che riesce a decifrare il codice alfanumerico del titolo. Per tornare al bimbo modenese (di cui la legge ci impone di tacere il nom e), gli operatori che lo seguono, la psicologa e la logopedista, trascrivono fedelmente ciò che lui scrive. E, insieme con lui, scrivono un libro, dal titolo bellissimo ed emblematico: Io non so come si sta da voi (Edizioni Il Fiorino). E’ un libro ‘ a tre mani’ per tutti: genitori, insegnanti , operatori e chiunque voglia fermarsi un momento a riflettere su quello che è uno dei quadri patologici più discussi e difformi. “Meraviglia dell’ovvio – scrive Antonella Riccò nell’introduzione – dietro le parole c’è un mondo, una voce che spezza prepotentemente la certezza del limite e ci strappa dalla condizione di spettatori casuali. Questa esperienza getta un fascio di luce sulle persone affette da autismo: per la prima volta attraverso una prospettiva che parte dal di dentro. E’ una testimonianza che cambia il nostro modo di vedere il mondo. Ci interessa far capire che, al di là delle lauree, dei master, delle teorie, quello che sappiamo sugli autistici è quello che gli autistici ci insegnano”.

di Roberto G. Rolando

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